Tim Rice-Oxley
San Francisco
Martedì, 1° Giugno 2004
Ho scattato questa fotografia a Tim il primo giorno del
tour mentre giravamo per Union Square a San Francisco.
Nel momento che ho scattato questa foto, Richard, il quale ci aveva accompagnati
durante l’ora precedente, stava già tornando indietro per provare
la sua batteria mentre Tom sicuramente stava sdraiato orizzontale da qualche
parte nel bus o lì vicino lasciando me e Tim a guardare le vetrine
di negozi d’alta classe come Tiffany’s che delimita il perimetro
della piazza. È una bella zona di una bella città. Penso che
noi formassimo una parte della Società di Apprezzamento di San Francisco
quel giorno ed io ho piacevoli ricordi di quella tranquilla passeggiata
per le strade ondulate della città. Più tardi quella sera
la band sarebbe andata avanti a suonare uno show tutto esaurito al Café
Du Nord.
Richard Hughes
Los Angeles
Hear Music In-Store
Venerdì, 28 Maggio 2004
Scattata durante una passeggiata di ritorno dalla
spiaggia di Santa Monica poco prima della performance In-Store. Richard
era in missione per prendere una foto della costa. A quanto ricordo abbiamo
fatto un bel giro intorno alla zona, molti negozi interessanti e panorami
assolutamente spettacolari verso la spiaggia. Era molto caldo anche se il
sole era leggermente calato. In quel momento noi stavamo ponderando i pro
e i contro del sistema di attraversamento americano WALK DON’T WALK.
Troppo abituati nel Regno Unito a buttarci ogni volta che abbiamo fretta
di attraversare la strada, troviamo davvero frustrante doverci fermare ad
ogni incrocio che ci impone di farlo - anche quando non c’è
traffico. D’accordo, va bene, in questo caso ci trovavamo in LA dove
c’è sempre traffico e penso che in questo preciso istante stessimo
discutendo se fare una corsa o meno e se si poteva farla finita attraversando
senza badare a tutti i semafori di Los Angeles.
Tom Chaplin
Phoneix, Arizona
Sabato, 5 Giugno 2004
Scattai questa foto in una giornata che rimarrà
radicata nella mia memoria per via del caldo inesorabile. È spiegato
meglio da una delle annotazioni sul mio “Diario del Tour” on-line,
“Allora cosa fanno i Keane quando ci sono 45 gradi e si trovano nel
deserto? Giocano a cricket. Folle. Beh, c’è da stare talmente
tanto seduti in giro per tour che un po’ di esercizio è sempre
una mossa scaltra. Immagino Tom mentre serve la palla ripetutamente in faccia
a Tim, ridendo come una iena, Tim sospira al suo miglior amico colpendo
la palla a circa due miglia giù per l’autostrada e il suono
lontano delle risa di Tom mentre schiva le macchine dietro alla palla. Troppo
sole credo…”
Tom Chaplin
Los Angeles
Durante la lavorazione del video promo di Somewhere Only We Know
Sabato, 29 Maggio 2004
Questa foto è stata scattata di sera mentre
Tom uccideva il tempo in camerino aspettando di essere chiamato. Aveva appena
autografato circa 500 copie di Hopes And Fears per i vincitori di vari concorsi.
Sono entrato e ho catturato quest’immagine. Mi piace questo scatto
perché appare un po’ pensieroso e isolato, con nessun’altro
da intrattenere che se stesso, fino a quando non sono entrato. Pur essendo
al centro dell’attenzione, essendo membro di un gruppo, molto tempo
si trascorre così – a combattere l’ansia da posto chiuso;
inerzia del tempo libero mantenendo la carica per gli spettacoli che punteggiano
le giornate.
Tom esce piuttosto in fretta da questo stato d’animo e un secondo
dopo che questa foto è stata scattata cercava di fare del suo meglio
x sfuggire alla mia macchina in finta esasperazione.
Il gruppo stava filmando un video promozionale statunitense
per il singolo di debutto americano Somewhere Only We Know. Tim non si diverte
molto a fare video. Le giornate sono lunghe e tediose dove lo sguardo fisso
a chilometri diventa contagioso e la monotonia è punteggiata da una
chiamata improvvisa per uno dei membri del gruppo che deve entrare improvvisamente
in una performance energica, stando seduto su uno palco precario alto tre
metri, di fronte alla troupe e ad uno schermo verde cercando di figurarsi
città e foreste di sfondo che gli girano intorno. Ho catturato quest’immagine
tra le riprese. Nei momenti in cui i membri della troupe corrono in giro
strillando l’uno all’altro, preparandosi per la ripresa successiva,
Tim sembra sempre rilassato al meglio. Si lascerà trasportare, con
gli occhi semi chiusi debolmente sopra il rumore del set e se sei abbastanza
vicino a lui puoi sentirlo suonare a orecchio piccole melodie al piano e
cantare dolcemente tra sé e sè.
Amo questa foto di Richard. Un sorriso classico
e in netto contrasto con l’altra immagine di lui, presa durante la
lavorazione del promo di Somewhere Only We Know, presente qui. Era su di
giri e non vedeva l’ora di salire sul palco. Io stavo facendo delle
foto agli oggetti nel camerino, casse di birra, le scalette. Tim stava raccontando
una barzelletta appropriatamente sporca che Rich trovò altamente
divertente. Me ne sono andato subito dopo aver fatto questa foto. Scherzando
Rich lancia sempre insulti e proiettili (posate, bottiglie d’acqua
vuote, le bacchette spaiate) nella mia direzione tutte le volte che si accorge
che gli sto facendo una foto. Questa è stata la prima data del tour
vero e proprio (la band aveva suonato una volta la settimana prima a Los
Angeles). Al momento in cui arrivammo a New York, tre settimane dopo, la
band aveva fatto fino a tre concerti in certi giorni – senza quasi
dormire, tra raffreddori occasionali, mal di testa, dopo sbornia, giornate
terribilmente calde e notti insopportabilmente fredde ( a causa di un impianto
di aria condizionata eccessivamente zelante sul bus). Se tu avessi scovato
Rich nel camerino l’ultima notte del tour e gli avessi fatto una foto,
sarebbe stata comunque molto simile a questa.
Eravamo nel locale e la band e la crew stavano intorno
al mio portatile curiosando sui vari bozzetti a cui stavo lavorando per
la copertina del singolo di Bedshaped. Tom decide di mostrarmi i suoi gesti
rock (“rock fingers”) in quello che è diventato un modo
scherzoso per salutarsi tra la band e me. Da qualche parte nel marasma che
c’è tra l’amore della band per artisti come Rufus Wainwright
e Simon and Gurfunkel, e il mio amore per i rockers cotonati degli anni
80 come Motley Crue e LA Guns, è nato un saluto dai Keane “Heeey…
Rock n’ Roll!” pronunciato con la voce di Bob Dylan e con le
dita alzate in un gesto a corna di diavolo – ed eccolo qui.
Amo questa foto di Richard perché apparentemente
sembra così fuori dal suo modo di essere. Nove volte su dieci lo
trovi che sorride o che ride. Mai una persona crucciata, questo per me è
un momento divertente. L’ho scattata qualche secondo prima che un
macchina per la pioggia lo inzuppasse. Poco prima mi ero preso gioco di
quello che gli stava per succedere e lui rideva rispondendo veloce come
sempre alle prese in giro. Stavamo cercando di superarci a vicenda. Quando
mi allontanai per permettere che cominciassero a girare la sua faccia per
un momento si abbassò e io feci la foto. È divertente per
me ma cattura anche un altro lato di Richard. L’ho visto con questa
faccia altre volte prima – e non subito prima che gli versassero 38
litri di acqua con troppo cloro addosso – ma è piuttosto raro.
Questa foto è stata scattata nell’entrata
dell’albergo della band il giorno dopo il compleanno di Tim. Scrissi
qualcosa nel mio “Diario del Tour” on line che riassume al meglio
questa immagine. “… dopo la registrazione siamo saltati tutti
sul furgoncino e siamo tornati all’hotel. Tim e io andammo fuori per
mangiare qualcosa e dare un’occhiata ai negozi. Tim stava cercando
un paio di occhiali da sole. Non ho mai visto Tim indossare un paio di occhiali
da sole in due anni. Mai. Ci è voluto un po’ ma alla fine ci
è arrivato. “Ma non sembro ridicolo?” L’opinione
generale da parte di Tom e Rich fu che gli occhiali da sole fanno sembrare
Tim “quasi figo…”
Foto presa pochi minuti prima che la band salisse
sul palco per il primo concerto del tour. Tom, completato il riscaldamento,
è seduto dietro e sembra già distrutto, mentre Richard e Tim
sistemano gli auricolari che usano per sentirsi sul palco durante lo spettacolo.
Anche se sei amico della band questo è il momento di negoziare con
attenzione visto che si stanno avvicinando al palco. Non descriverei mai
questo momento come eccessivamente teso – è semplicemente il
loro momento. Suppongo. Condivideremo lo scherzo occasionale e io farò
qualche foto ma gli augurerò sempre buona fortuna e poi me ne andrò
– pochi minuti prima del concerto – lasciandoli per un po’
da soli prima che salgano sul palco.